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REGOLAMENTO

Art. 1 – NATURA

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (brevemente: C.P.A.E.) della Parrocchia dello Spirito Santo in Avezzano (AQ) - costituito dal Parroco in attuazione del Can. 537 del CJC e del Decreto vescovile del 01.07.1989 - è l'organo di collaborazione dei Fedeli con i Parroco nella gestione economico-amministrativa della Parrocchia.


Art. 2 - FINALITÀ'

Il C.P.A.E. ha i seguenti fini:
a)coadiuvare il Parroco nel predisporre annualmente il bilancio preventivo della Parrocchia, elencando le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività ed individuando i relativi mezzi di copertura;
b)approvare il bilancio consuntivo annuale, previo esame dei libri contabili e della relativa documentazione;
c)esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione;
d)provvedere al reperimento dei fondi per coprire le spese relative alle attività cultuali e pastorali, agli edifici di culto e ai locali parrocchiali nonché al sostentamento del Clero.

 

Art. 3 – COMPOSIZIONE e CARICHE

§1 – Il C.P.A.E. è composto da:
il Parroco,
il Presidente Delegato,
il Segretario,
il Cassiere ,
i Consiglieri (da tre a undici)

Possono far parte del Consiglio i Fedeli maggiorenni di ambo i sessi.

§2 – In base all’Art. 3 del Regolamento Diocesano, il Presidente di diritto è il Parroco.

§3 – Il Parroco è coadiuvato, da un Presidente Delegato.

§4 – Il Presidente Parroco:
convoca e presiede il Consiglio, lo rappresenta nei rapporti con gli altri Enti,
cura l’esecuzione delle opere e delle iniziative che, sentito il parere del Consiglio, giudica necessario o opportuno realizzare;
in caso di urgenza adotta provvedimenti, con l’obbligo di riferirne al Consiglio nella seduta successiva al provvedimento stesso;
cura l’osservanza del presente statuto.

§5 – Il Segretario ha il compito di redigere i verbali delle sedute su apposito registro e di recapitare gli inviti per le riunioni. In caso di assenza viene sostituito da un Consigliere nominato Segretario ad actum dal Presidente.

§6- Il Cassiere cura – di concerto con il Parroco – la contabilità, il resoconto annuale e la relativa documentazione, il pagamento per gli acquisti o per lavori eseguiti. Provvede inoltre, su delega del Parroco, a prelevare il denaro (dai cestini delle offerte, dai candelabri votivi) e al conteggio dello stesso nonché al versamento in banca. In caso di temporaneo impedimento viene sostituito da un Consigliere nominato Cassiere ad tempus dal Parroco.

§7 – Il Presidente Delegato, il Segretario e il Cassiere vengono eletti dal Consiglio tra i suoi Membri, con la maggioranza di almeno due terzi dei presenti.
Art. 4 - POTERI DEL CONSIGLIO

§1 - Il C.P.A.E. ha funzione consultiva e non deliberativa, essendo il Parroco, a norma del Diritto Canonico (Can.532) e del Diritto Civile, l'unico rappresentante legale dell'ente giuridico "Parrocchia" . Il Parroco tuttavia tenga nella dovuta considerazione proposte e osservazioni espresse dal Consiglio.

Art. 5 - RIUNIONI DEL CONSIGLIO

§1 - Il C.P.A.E. si riunisce almeno due volte all’anno e ogniqualvolta il Parroco o il Presidente Delegato o i Consiglieri lo ritengano opportuno.
Alle riunioni del Consiglio potranno partecipare, su invito del Presidente, altre persone in qualità di esperti o per altri motivi ritenuti validi dalla maggioranza del Consiglio stesso.

§2 - Per la validità Consiglio è necessaria la presenza della maggioranza (metà più uno) dei Componenti.

§3 - Di ogni riunione si rediga relativo verbale su apposito registro. I verbali devono recare la firma del Parroco, del Presidente Delegato e del Segretario.

Art. 6 – ESERCIZIO

L'esercizio finanziario della Parrocchia decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Alla fine di ciascun esercizio, e comunque entro il 31 marzo dell'anno successivo, il resoconto annuale, debitamente firmato dai Consiglieri, sarà sottoposto dal Parroco all'approvazione dell'Ordinario Diocesano (can. 1284,2, n.9).
Tale resoconto sarà reso noto anche alla Comunità parrocchiale, che sarà così informata circa la somma delle offerte e dei contributi pervenuti alla Parrocchia e circa l'utilizzazione degli stessi (cfr. Can. 1287).


Art. 7 - RINVIO A NORME GENERALI

Per quanto non contemplato nel presente statuto si applicheranno le norme del Diritto Canonico e del Diritto Civile.

Avezzano, 29 giugno 2010 – Festa dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo.

§6 - I Componenti del C.P.A.E. – in numero compreso tra un minimo di sette ad un massimo di quindici - vengono scelti dal Parroco tra i Fedeli della sua parrocchia.

Tali Componenti devono essere:

eminenti per integrità morale,
capaci di valutare con spirito ecclesiale le scelte economiche e animati da sincera volontà di perseguire il bene e gl’interessi della Parrocchia, evitando favoritismi personali;
impegnati nel reperire, con modalità idonee ed efficaci, i fondi necessari sia per dotare la Parrocchia di efficienti strutture destinate alle varie attività (cultuali, pastorali, sociali e culturali) sia per lo svolgimento delle stesse;
attivi nel creare iniziative tese a sensibilizzare i Fedeli;
costantemente presenti in parrocchia, attenti a seguire eventuali lavori in corso e disponibili a curare fattivamente la manutenzione ordinaria della chiesa e dei locali annessi;
impegnati nel raccogliere le offerte durante le celebrazioni liturgiche, anche per dare visibilità al Consiglio stesso.

§7 - I loro nominativi devono essere comunicati in Curia prima del loro insediamento.

§8 - Essi durano in carica tre anni e il loro mandato può essere rinnovato. Tale mandato non può essere revocato se non per scelte e azioni gravi e documentate, contrarie al bene della Parrocchia. La decisione al riguardo spetta al Parroco, sentito il parere del Consiglio.

§9 – Tutti i Componenti partecipano al Consiglio e prestano la loro opera a titolo puramente gratuito, cioè senza alcun compenso con valore di corrispettivo, salvo il rimborso delle eventuali spese sostenute.

§10 - Il Consigliere che risulti assente ingiustificato alle riunioni per tre volte consecutive decade dal suo mandato e può essere sostituito da un altro parrocchiano scelto, a maggioranza, dal Consiglio.


DOCUMENTI di RIFERIMENTO
(Codice di Diritto Canonico + Documenti C.E.I.)

28i. «I fedeli sono tenuti all’obbligo di sovvenire alle necessità della Chiesa, affinché essa possa disporre di quanto è necessario per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri» (can. 222 § 1).
Anche nel campo economico-amministrativo non basta però richiamare ai fedeli l’adempimento dei loro doveri: occorre educarli a vivere i valori, in particolar modo quello della partecipazione attiva e corresponsabile.

55ii. Gli “organi consultivi” non formano né manifestano la volontà dell’ente, ma contribuiscono con i loro pareri al retto e vantaggioso esercizio dell’azione amministrativa dell’amministratore della persona giuridica.
Ogni persona giuridica deve avere il proprio consiglio per gli affari economici o almeno due consiglieri, che coadiuvino l’amministratore nell’adempimento del suo compito, a norma degli statuti (cfr can. 1280).

“Per comprendere questa peculiare funzione consultiva del CPAE occorre tener presente la natura della Parrocchia quale “comunità di Fedeli” che la distingue da qualsiasi altra forma associativa.

Infatti, mentre l’associazione è un soggetto giuridico la cui volontà è formata dal­la somma di tutte le singole volontà degli associati (principio di maggioranza), la par­rocchia, comunità di fedeli, è giuridicamente un soggetto di tipo non collegiale (can. I 15, § 2), ovvero la sua volontà non si forma attraverso la somma della volontà dei parrocchiani.
L'elaborazione delle decisioni pastorali ed amministrativo-economiche della par­rocchia non avviene, dunque, applicando il principio di maggioranza, ma attraverso l'e­sercizio del consiglio, che si esprime istituzionalmente all'interno del CPP e - per quanto riguarda il profilo economico - del CPAE.
Questa funzione consultiva e non deliberativa dei Consigli non deve, però, esse­re giudicata priva di consistenza, poiché il parroco non può non tenere in debita con­siderazione il parere da essi espresso mentre assume le decisioni per la parrocchia.
I membri del CPAE sono anche i primi collaboratori del parroco nella esecuzione delle decisioni assunte.”iii

Nota. Si fa presente che se, per ipotesi, il CPAE avesse funzione deliberativa, i suoi Componenti dovrebbero accollarsi personalmente e in solidum tutti i relativi oneri finanziari (ad es., prestiti bancari, mutui, ecc.) che invece, in base alla vigente normativa, rientrano – sul piano giuridico - nella responsabilità Parroco…

102i. In quanto “pastore proprio” (cfr cann. 515 § 1, 519) di una determinata comunità di fedeli, il parroco ne è responsabile non solo sotto il profilo sacramentale, liturgico, catechetico e caritativo, ma anche sotto il profilo amministrativo: ne è, infatti, il legale rappresentante (cfr can. 532) e l’amministratore unico (cfr can. 1279 § 1) nell’ordinamento canonico e in quello statale.
La responsabilità amministrativa del parroco è esercitata sotto l’autorità del Vescovo diocesano, costituendo il legame con il Vescovo il segno dell’inserimento della comunità parrocchiale nella Chiesa particolare.
Si tratta di una responsabilità che esige di essere esercitata «con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l’apporto dei fedeli laici» (can. 519). D’altro canto, è una responsabilità personale, alla quale il parroco non può rinunciare (cfr cann. 537 e 1289) e che non può demandare ad altri limitandosi, ad esempio, a ratificare le decisioni prese dal consiglio parrocchiale per gli affari economici. Anche l’ordinario diocesano non può sostituirsi alla responsabilità diretta e personale del parroco, se non in caso di negligenza (cfr can. 1279 § 1 e n. 25).
Detta responsabilità ha carattere globale, in quanto abbraccia tutte le attività di cui la parrocchia è titolare, comprese, ad esempio, l’oratorio e la scuola materna.
In quanto amministratore della parrocchia, il parroco è tenuto, come espressamente richiamato dal can. 532, a quanto prescritto dai cann. 1281-1288. Tra le disposizioni di questi canoni sono da tenere in particolare considerazione l’obbligo di garantire con giuramento davanti all’ordinario, prima di incominciare l’incarico, di «svolgere onestamente e fedelmente le funzioni amministrative» (can. 1283, 1°), e la necessità di adempiere il proprio compito «in nome della Chiesa, a norma del diritto» (can. 1282) e «con la diligenza di un buon padre di famiglia » (can. 1284 § 1).
Per quanto riguarda la disciplina particolare dei CPP e CPAE occorre riferirsi alle disposizioni diocesane.

Scarica gli allegati :

CPAEregNew.doc
ceIMAtesti.doc

1 CEI, Istruzioni in materia amministrativa, Roma 2005; n. 28.
2 CEI, Istruzioni in materia amministrativa, Roma 2005; n. 55.
3 Clementi P., Simonelli L. (a cura di), La gestione e l’amministrazione della parrocchia, Bologna EDB 2008, pp. 19-20.
4 CEI, Istruzioni in materia amministrativa, Roma 2005; n. 102.

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