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Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Pasqua 2019 0863 33 266

Pasqua: il Passaggio


     La Pasqua è nata come celebrazione di un passaggio.

     Nel plenilunio di primavera, a notte inoltrata, prima del passaggio stagionale (la transumanza) gli antichi pastori ebrei compivano un rito propiziatorio: immola-vano un agnello alla Divinità e con il sangue della vittima sacrificale cospargevano i paletti delle tende e dei recinti per tener lontano gli spiriti malefici dalle persone e dagli animali. Salute e prosperità per gli uni e per gli altri: quei pastori non chiedevano di più a Dio e a sé stessi…

     Ma poi venne il tempo della schiavitù in Egitto: 400 anni di estenuanti lavori forzati. Con la li bertà persero anche prosperità e salute. Ormai si sentivano destinati a subire la fine. Il passaggio del Mar Rosso fu la liberazione. Dopo la “quaresima” nel deserto del Sinai (i famosi 40 anni) poterono finalmente insediarsi nella Terra Promessa. Dalla schiavitù alla libertà, dalla terra straniera alla propria nazione: è il glorioso passaggio che ancora oggi gli ebrei festeggiano nella loro Pasqua. È come se fossero passati dalla morte alla vita.

     Ma il vero passaggio dalla morte alla vita si è realizzato nella risurrezione di Cristo. Questo inaudito passaggio è la Pasqua cristiana. La vittoria sulla morte è opera di cui solo l’onnipotenza di Dio è capace.

     Accogliere questo evento nella fede è questione di cuore. Si tratta di credere all’amore di Dio. Ed è più facile credere all’esistenza di Dio che al suo amore per noi. Eppure il biglietto di presentazione dei cristiani lo ha scritto l’evangelista Giovanni: Siamo quelli che abbiamo creduto all’amore di Dio per noi!”. È fonda-mentale. Perché se non credi all’amore di Dio non puoi credere alla risurrezione di Cristo. E nemmeno alla tua! “Amare qualcuno significa dirgli: “tu per me non morirai mai!” Noi non moriremo - nel senso che vivremo oltre la morte - perché Dio ci ama. La fede nella risurrezione, di Cristo e di noi tutti, è fondata sull’amore di un Dio che, avendoci creati per amore, non abbandonerà al nulla le sue creature. Ci sarà il “passaggio finale“: dall’ esistenza corruttibile alla vita in pienezza. E sarà la nostra Pasqua!

Ma intanto c’è un impegno urgente: che questa convinzione passi dalla mente al cuore e diventi un vissuto quotidiano, e diventi un modo costante di sentire la vita.

Con la risurrezione nel cuore, sarà pasqua ogni giorno!

 

Sac. Antonio Salone



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